Il Partido Popular, guidato dal governatore uscente Juan Manuel Moreno Bonilla, ha vinto le elezioni regionali in Andalusia con il 41,5% dei voti e 53 seggi, due in meno della maggioranza richiesta su 109. Ciò costringe Moreno Bonilla, al terzo mandato, a cercare l’appoggio della formazione di ultradestra Vox, che ha ottenuto il 13,8% e 15 seggi, rafforzando il proprio ruolo decisivo negli equilibri regionali spagnoli.
Il Psoe, con la candidata Maria Jesus Montero, ex vicepresidente e ministra delle Finanze, si ferma al 22,8% e ottiene 28 seggi, registrando un lieve calo rispetto alla precedente legislatura e confermando una crisi del partito nella regione, un tempo suo storico feudo. In provincia di Almeria, i socialisti scendono addirittura al terzo posto, dietro Vox.
Nel blocco della sinistra alternativa, la formazione Adelante Andalusia, di orientamento anticapitalista, cresce fino al 9,5% e conquista 8 seggi (erano 2), superando Por Andalucia, che si ferma a 4. Complessivamente il fronte progressista raggiunge 41 seggi, lontano dalla maggioranza.
Il voto in Andalusia viene interpretato come un primo test in vista delle elezioni politiche nazionali del 2027. Il Psoe non è riuscito a sfruttare il malcontento su questioni come la gestione della sanità pubblica e gli scandali relativi agli screening oncologici, nonostante i tentativi del premier Pedro Sanchez di rilanciare il partito nella regione.
Il risultato costringe il Partido Popular a valutare un’alleanza con Vox, modello già adottato in altre regioni spagnole. L’esito elettorale indebolisce la strategia del profilo moderato dei popolari, che puntavano a governare autonomamente per riaffermare la propria forza in vista delle prossime elezioni nazionali.
Secondo esponenti interni al Psoe, il partito di Sanchez continuerà ad attestarsi come barriera all’avanzata dell’estrema destra in Spagna e rimane saldo nella sua leadership, con alleati baschi e catalani privi di interesse a nuove elezioni anticipate.
