Dopo i gravi fatti avvenuti a Modena il 16 maggio, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni hanno visitato negli ospedali i feriti dell’investimento volontario che ha coinvolto quattro persone, tre delle quali ancora in condizioni critiche tra Modena e Bologna. Nella loro visita, hanno espresso gratitudine al personale medico e incontrato anche alcuni cittadini che sono intervenuti per fermare il responsabile, Salim El Koudri, 31 anni, attualmente detenuto con l’accusa di strage e lesioni aggravate. Durante l’interrogatorio con i magistrati El Koudri si è detto “confuso” prima di scegliere di non rispondere ulteriormente. Le indagini, coordinate dalla squadra mobile, stanno approfondendo il suo background, compreso un percorso di cure psichiatriche avviato tra il 2022 e il 2024 e successivamente interrotto. Al momento, non sono emersi elementi di radicalizzazione e non vengono contestati reati di terrorismo, anche se la pista non è completamente esclusa dagli inquirenti. Secondo il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, l’episodio sembra riconducibile a una situazione di disagio psichiatrico. Numerosi cittadini si sono riuniti in piazza Grande, rispondendo all’appello del sindaco Massimo Mezzetti per testimoniare la solidarietà della città. Tra coloro che hanno bloccato l’aggressore figurano anche due cittadini egiziani, che hanno sottolineato di non aver temuto per la propria incolumità. Luca Signorelli, uno dei passanti intervenuti, è rimasto ferito nella colluttazione e ha dichiarato pubblicamente di aver voluto dimostrare “che l’Italia c’è ancora”. L’udienza di convalida per El Koudri è fissata per il giorno successivo. Le indagini proseguono per chiarire ulteriormente la dinamica e il movente dell’episodio.
Mattarella e Meloni dai feriti, El Koudri non risponde ai pm
