È stato completato il riconoscimento delle sei vittime italiane dell’incendio avvenuto nella notte di Capodanno a Crans-Montana. L’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, ha confermato che ai quattro ragazzi già identificati – Giovanni Tamburi, Achille Barosi, Emanuele Galeppini e Chiara Costanzo – si aggiungono Sofia Prosperi e Riccardo Minghetti. Il Comune di Crans-Montana, attraverso un comunicato, ha annunciato che si costituirà parte civile nel procedimento penale contro i proprietari dei bar coinvolti. Il sindaco Nicolas Féraud, in risposta alle critiche, ha affermato che il Comune non ha adottato un atteggiamento permissivo nei controlli antincendio, che secondo la legge svizzera devono essere effettuati ogni anno. Il proprietario del bar Le Constellation, dove è scoppiato l’incendio, ha però riferito che nel suo locale le ispezioni sono avvenute solo tre volte negli ultimi dieci anni. Secondo quanto riferito dalla procura del Canton Vallese e dalla polizia cantonale, l’incendio è stato causato dall’uso di fontane pirotecniche, dispositivi che, una volta accesi, hanno generato rapidamente molto fumo e calore, propagando le fiamme in breve tempo. L’ambasciatore Cornado, durante una cerimonia di commemorazione, ha sottolineato come la tragedia sarebbe stata evitabile con maggiore prevenzione.
Crans-Montana, Chiara Costanzo è la quarta vittima italiana identificata
