Il Congresso degli Stati Uniti ha concluso la sessione prima di Natale lasciando aperte diverse questioni cruciali. Dopo aver posto fine a uno shutdown governativo durato 43 giorni, i legislatori non sono riusciti a trovare un accordo sul finanziamento federale per tutta la restante parte dell’anno fiscale 2026, rinviando così la scadenza al 30 gennaio. Nei primi giorni di gennaio, Camera e Senato avranno solo otto giornate in cui lavoreranno contemporaneamente sulle questioni ancora da risolvere.

Sul fronte sanitario, milioni di cittadini statunitensi subiranno da gennaio un aumento nei costi dei premi assicurativi. Questo anche a causa della scadenza, prevista a fine 2025, dei sussidi sanitari potenziati introdotti durante la pandemia. Il Congresso non è ancora riuscito a votare un compromesso per affrontare il problema dei crescenti costi sanitari. I repubblicani si sono opposti in maggioranza al rinnovo di questi sussidi senza riforme sostanziali, sebbene alcuni esponenti moderati del GOP siano favorevoli a una proroga temporanea. La Camera ha approvato una proposta di riforma sanitaria per ampliare il mercato delle assicurazioni commerciali; in Senato, però, i diversi piani proposti da democratici e repubblicani non hanno raggiunto un accordo. La questione sarà affrontata nuovamente nel 2026 e probabile tema centrale per le prossime elezioni.

Anche il tema del ridisegno dei collegi elettorali (redistricting) sta influenzando la politica nazionale. Il presidente Donald Trump sta spingendo diversi stati controllati dai repubblicani a modificare i confini dei distretti elettorali per rafforzare la posizione del partito nelle elezioni di metà mandato 2026. In risposta, stati guidati dai democratici come la California stanno rivedendo le proprie mappe elettorali, il che ha dato luogo a lunghe battaglie giudiziarie. In Texas la Corte Suprema ha concesso una sospensione d’emergenza a un ordine che favorirebbe l’iniziativa repubblicana per ottenere fino a cinque nuovi seggi alla Camera. Anche altri stati come Virginia, Illinois, Alabama e Louisiana potrebbero cambiare i loro distretti prima delle elezioni di novembre. Diverse proposte di legge per vietare il redistricting a metà decennio non sono però ancora state approvate. I democratici promettono battaglia, mentre il Presidente della Camera Mike Johnson preferisce lasciare la questione alla gestione delle legislature statali e dei tribunali.