Nelle prossime ore è atteso l’arrivo sul tavolo del Consiglio dei ministri di un decreto legge e di un disegno di legge sulla sicurezza, dopo le violenze a Torino. Le misure, destinate a garantire ordine pubblico e sicurezza, sono state oggetto di lunghi incontri tecnici tra esponenti del governo, inclusi confronti tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Tuttavia, permangono alcune incertezze sulle versioni finali dei provvedimenti.

Tra i punti più discussi, emerge il fermo preventivo di sospetti prima dei cortei. Il tema ha sollevato i rilievi della presidenza della Repubblica, specialmente per quanto riguarda la durata – inizialmente proposta a 12 ore, con ipotesi avanzate da Salvini di arrivare a 24 o 48 ore – e la necessità di una regolamentazione dettagliata dei motivi. L’attuale intenzione dell’esecutivo sarebbe di limitare il trattenimento a 12 ore, applicato solo a chi ha specifici precedenti, senza convalida del magistrato (che riceverebbe comunque comunicazione).

Altro punto centrale è il cosiddetto “scudo”, un registro alternativo a quello degli indagati durante gli accertamenti preliminari, non pensato esclusivamente per le forze dell’ordine. La proposta intende rispondere alle osservazioni del Quirinale, che chiede una normativa più precisa per questa misura.

Nel pacchetto di provvedimenti dovrebbe essere inclusa una stretta sulla vendita di coltelli ai minori, con sanzioni amministrative per i trasgressori, motivata dagli episodi recenti di violenza giovanile. Al momento resta incerta l’introduzione di norme specifiche rivolte alle famiglie. Si prevede inoltre l’adozione di misure per le cosiddette “zone rosse” attorno alle stazioni.

Nel disegno di legge sarà inserita la possibilità di blocco navale per interdire l’accesso alle acque territoriali italiane, per periodi da 30 giorni a 6 mesi, in situazioni di minaccia terroristica o eccezionale pressione migratoria. Non sarà invece presente la proposta di cauzione per i cortei, sostenuta dalla Lega.

Sempre nella giornata, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha sottolineato la necessità di disporre di norme che consentano interventi preventivi efficaci, pur riconoscendo l’importanza dei rilievi arrivati dal Quirinale. Le riunioni tecniche e le interlocuzioni istituzionali sono ancora in corso per giungere a una formulazione definitiva dei provvedimenti.