Recenti dichiarazioni di una nota nutrizionista, specializzata in oncologia, hanno suscitato forti polemiche. In un post sui social, l’esperta ha affermato che una maggiore esposizione al sole proteggerebbe dal melanoma, suggerendo inoltre che l’uso delle creme solari aumenterebbe il rischio di tutti i tumori della pelle. Il messaggio, pubblicato su Facebook, ha rapidamente ottenuto un’ampia diffusione, ma è stato poi rimosso dal social network dopo l’intervento di fact-checker indipendenti che lo hanno segnalato come contenente informazioni false.

La Federazione dei medici di medicina generale e l’Istituto superiore di sanità hanno contestato queste affermazioni, sottolineando la pericolosità di una diffusione di informazioni non supportate da evidenze scientifiche. Il vicepresidente della Federazione, Pier Luigi Bartoletti, ha definito i dati riportati nel post come interpretati in modo selettivo e fuori dal contesto, in contrasto con la letteratura scientifica ufficiale. È stato ricordato che, secondo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, nell’anno 2022 circa l’80% dei melanomi nel mondo è attribuibile ai raggi ultravioletti. Le scottature, in particolare durante l’infanzia, possono raddoppiare il rischio di sviluppare questa malattia e una corretta prevenzione potrebbe evitare circa il 45% dei decessi legati al melanoma.

Anche la Società Italiana di Dermatologia Sidemast è intervenuta per ribadire che una eccessiva e scorretta esposizione al sole è il principale fattore di rischio per i tumori della pelle, e che la protezione tramite creme solari è fondamentale. Le creme solari autorizzate, secondo gli esperti, agiscono solo sulla superficie cutanea senza penetrare negli strati profondi né generare effetti sistemici.

L’Istituto Superiore di Sanità ha ulteriormente chiarito che non esistono prove secondo cui le creme solari siano dannose o cancerogene. Ha consigliato di verificare sempre le fonti e di affidarsi alle indicazioni della comunità scientifica per la sicurezza della salute pubblica.