Durante la Veglia di Pasqua, Papa Leone XIV ha rinnovato il suo appello a non lasciarsi sopraffare dal male, citando tra i problemi attuali sfiducia, paura, egoismo, rancore, guerra, ingiustizia e chiusura tra popoli e nazioni. Il pontefice ha ricordato come nel corso dei secoli molte persone, con fatica e spesso a costo della vita, siano riuscite a superare queste difficoltà con l’aiuto di Dio, diventando esempio di coraggio e di dialogo. All’inizio della Veglia, celebrata in serata nell’atrio della Basilica di San Pietro, si sono svolti la benedizione del fuoco, la preparazione del cero pasquale e la processione fino all’altare, seguiti dal tradizionale canto dell’Exsultet e dalla Liturgia della Parola con nove letture, secondo la tradizione. Durante la messa, Papa Leone XIV battezzerà dieci adulti provenienti da Roma, Portogallo, Gran Bretagna e Corea. Il pontefice ha sottolineato che la notte di Pasqua rappresenta un momento per ricercare il dialogo e la riconciliazione, sottolineando che il mistero pasquale può dissipare l’odio e promuovere la pace. La Conferenza episcopale italiana ha ribadito nel suo messaggio che non bisogna abituarsi a guerre e violenze e che il male non ha l’ultima parola. Dal Patriarcato di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa ha aggiunto che Dio inizia a far risorgere la vita anche nei momenti più oscuri. Domani, Papa Leone XIV celebrerà la messa di Pasqua in Piazza San Pietro, seguita dalla benedizione ‘urbi et orbi’, attesa occasione per un ulteriore appello alla fine dei conflitti.