Il giudice federale Ana Reyes ha dichiarato che l’ordine che impediva al governo di terminare il Temporary Protected Status (TPS) per gli haitiani non è più in vigore, in seguito alla decisione della Corte Suprema nel caso Mullin v. Doe. Questo passaggio segna la fine della protezione TPS per circa 330.000-350.000 haitiani presenti negli Stati Uniti, lasciando però ancora aperta la causa legale relativa a presunte motivazioni discriminatorie nella decisione di revoca. La Corte Suprema, nel giugno scorso, ha stabilito che la legge sul TPS non consente revisioni giudiziarie per decisioni amministrative di questo tipo, e ha ritenuto poco probabile il successo delle contestazioni sul principio di uguaglianza.
Il Dipartimento della Sicurezza Interna (DHS) ha specificato che il TPS per Haiti è ufficialmente terminato con il mandato della Corte Suprema il 27 luglio, precisando che i documenti di autorizzazione al lavoro collegati a questa protezione non sono più validi e ha richiesto ai datori di lavoro la verifica delle autorizzazioni dei propri dipendenti. Haiti aveva ottenuto il TPS dopo il terremoto del 2010, con la misura poi prorogata ed estesa nel tempo anche dall’amministrazione Biden, ma dopo una valutazione della sicurezza e delle condizioni nel paese, l’ex segretario DHS Kristi Noem ha valutato che Haiti non rispondeva più ai requisiti previsti dalla norma.
La questione è divenuta centrale durante la campagna presidenziale statunitense del 2024, con l’argomento migratorio al centro del dibattito pubblico, in particolare in Ohio dove si sono registrate preoccupazioni su sicurezza stradale, servizi pubblici e integrazione culturale. Il Dipartimento di Stato statunitense mantiene per Haiti il livello massimo di allerta nei viaggi a causa di violenze e instabilità.
