Sono stati lanciati i primi due nanosatelliti della costellazione Celeste, una missione dell’Agenzia Spaziale Europea che prevede, in totale, l’invio di undici satelliti di piccole dimensioni. L’obiettivo è sperimentare nuove tecnologie per la navigazione satellitare in orbita bassa, con lo scopo di raggiungere anche aree difficili come ambienti urbani fitti, aree con vegetazione densa, regioni polari ed edifici chiusi, integrando così il sistema europeo Galileo attualmente operativo in orbita media.
Il lancio, originariamente fissato per il 25 marzo e rinviato a causa del maltempo, è avvenuto il 28 marzo dalla base di Māhia, in Nuova Zelanda, utilizzando un razzo Electron della RocketLab. I nanosatelliti sono stati realizzati dalle aziende Gmv e Thales Alenia Space e serviranno per testare nuove tecnologie e segnali nelle bande L e S, nel rispetto delle norme dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni.
Secondo il direttore generale dell’Esa, Josef Aschbacher, questa missione permette di esplorare nuove opportunità per la navigazione satellitare, dimostrando come una costellazione in orbita bassa possa integrare e potenziare il sistema Galileo. Celeste è una delle prime missioni dell’Esa ad adottare una modalità di sviluppo ispirata al New Space, che permette un dispiegamento più rapido e flessibile dei satelliti e delle loro capacità tecnologiche.
Il direttore della Navigazione Esa, Francisco-Javier Benedicto Ruiz, sottolinea come Celeste renda l’Europa leader nell’innovazione nei campi del posizionamento, della navigazione e della sincronizzazione. La missione testerà come la presenza in orbita bassa possa rendere i sistemi di navigazione europei più resilienti, robusti e in grado di offrire nuovi servizi. La maggiore vicinanza all’atmosfera consentirà invi di segnali più intensi e diversificati, utili per la navigazione di veicoli autonomi e per i settori ferroviario, marittimo e aeronautico, migliorando anche la copertura nelle zone urbane più difficili da raggiungere e nelle aree polari, oltre a supportare emergenze e applicazioni dell’internet delle cose.
