Kevin Warsh, nuovo membro del board della Federal Reserve e presidente designato, è sottoposto all’esame del Senato americano per la nomina. Alla prossima riunione del FOMC del 16-17 giugno, Warsh dovrà confrontarsi con le pressioni del presidente Trump, che chiede il taglio dei tassi di interesse, e con un’inflazione in accelerazione. Ad aprile, i prezzi al consumo sono aumentati del 3,8% rispetto all’anno precedente, superando sia il dato di marzo che le previsioni, principalmente a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia, legato al rincaro del petrolio dovuto alla guerra con l’Iran. L’inflazione ‘core’, che esclude energia e alimentari, è salita del 2,8%. I prezzi dell’energia sono cresciuti del 18% su base annua: la benzina del 28%, il gasolio da riscaldamento del 54% e le tariffe aeree del 21%. Nonostante l’annuncio di un fragile cessate il fuoco nel conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, la chiusura dello Stretto di Hormuz, attraverso cui passa il 20% del petrolio mondiale, ha aggravato la situazione. Trump ha dichiarato che la tregua rimane incerta, mentre i mercati non considerano più realistico un taglio dei tassi imminente. Il mercato del lavoro si è stabilizzato, dando maggior peso ai dati sull’inflazione. All’interno della Federal Reserve, il dibattito ora riguarda la possibilità non solo di tagli, ma anche di eventuali rialzi dei tassi, a causa dell’aumentata incertezza. Warsh eredita una situazione complicata da Jerome Powell, con molte aspettative da parte di Trump su un abbassamento dei tassi. Il ritorno alla normalità nel flusso di petrolio e materie prime dallo Stretto di Hormuz sarà cruciale per la diminuzione dei prezzi, che hanno ridotto il potere d’acquisto delle famiglie: i guadagni orari medi reali sono scesi dello 0,3% ad aprile, segnando per la prima volta dal 2023 una crescita dell’inflazione superiore a quella delle retribuzioni. La fiducia dei consumatori ha raggiunto ad aprile un minimo storico, soprattutto per l’aumento dei prezzi dei carburanti.