L’esercito spagnolo è stato inviato nell’enclave di Ceuta, in Nord Africa, dopo che migliaia di migranti hanno attraversato il confine con il Marocco, causando una crisi di sicurezza in cui almeno nove persone sono morte. Le autorità locali hanno dichiarato che la città non riusciva più a gestire l’afflusso, mentre il governo centrale ha confermato che le Forze Armate supporteranno la Guardia Civil per ristabilire l’ordine. Il Primo Ministro Pedro Sánchez e il Ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska sono attesi per una visita a Ceuta.

La situazione è stata definita di “caos assoluto” da Rachid Sbihi, rappresentante degli agenti della Guardia Civil nell’enclave, sottolineando che è difficile fornire numeri esatti, ma i migranti sarebbero migliaia. Le immagini hanno mostrato numerosi gruppi che entravano nella città, soprattutto tramite la zona di Tarajal, nuotando attorno alle barriere costiere o arrivando in barca. Tra i migranti, in maggioranza uomini giovani, vi erano anche famiglie con donne e bambini. I soccorritori hanno individuato corpi in mare mentre continuavano le operazioni di salvataggio e sicurezza.

Ceuta è da anni uno dei principali punti di transito migratorio verso l’Unione Europea, con tentativi frequenti di ingresso, sia a nuoto sia superando la recinzione di confine. Secondo il Ministero dell’Interno spagnolo, fino a metà luglio circa 3.000 migranti avevano raggiunto la città da inizio anno, numero cresciuto sensibilmente con le ultime ondate.

Le autorità spagnole hanno riferito che il Marocco collabora per riprendere il controllo della frontiera: la polizia marocchina ha intercettato diversi tentativi di attraversamento, mentre i due governi stanno lavorando per rimpatriare chi è entrato illegalmente. Non è stata individuata una causa precisa per l’aumento improvviso degli arrivi, anche se alcune autorità locali ipotizzano sia legato a una recente sentenza della Corte Suprema spagnola che limita i respingimenti immediati dei migranti arrivati via mare senza giusto processo.

Questa crisi ha avuto ripercussioni anche oltre i confini spagnoli: la Presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni ha minacciato di sospendere la partecipazione dell’Italia all’accordo di Schengen con la Spagna, sostenendo la necessità di difendere le frontiere e garantire la sicurezza dei cittadini.