L’Italia dovrà restare almeno un altro anno sotto la procedura europea per deficit eccessivo, dopo che Eurostat e Istat hanno certificato per il 2025 un rapporto deficit/Pil pari al 3,1%. Il governo aveva sperato di scendere già dal 2025 sotto la soglia del 3%, ma il dato ufficiale conferma il superamento del limite imposto dall’Unione Europea. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha criticato il Superbonus, definendolo ‘sciagurato’, e ha sottolineato come le prime stime Istat spesso sottostimino la crescita del Pil, che viene poi rivista al rialzo. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha presentato un Documento di finanza pubblica basato sul ‘realismo’ e non ha escluso la possibilità di ricorrere ad uno scostamento di bilancio. Le opposizioni hanno definito questi risultati un fallimento economico del governo, chiedendo di rinunciare agli aumenti per la spesa militare previsti. Secondo le previsioni aggiornate, il Pil per quest’anno e il prossimo sarà dello 0,6%, mentre il debito salirà sopra il 138% già quest’anno, restando elevato fino al 2027. L’obiettivo di riportare il deficit sotto il 3% viene ora posticipato al 2026. Si rimanda così la possibilità di liberare risorse da destinare a spese aggiuntive, come quelle per la difesa o per una manovra elettorale. Il governo sottolinea che il Dfp riflette uno scenario reso incerto dagli effetti della guerra e che le previsioni economiche potrebbero necessitare di ulteriori aggiornamenti nelle prossime settimane. Il ministro Giorgetti ha evidenziato come la priorità sia contenere l’aumento dei costi energetici, il cui impatto si estende anche ai prezzi al consumo. L’ipotesi di uno scostamento di bilancio per far fronte a questi rincari è già stata evocata, mentre il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha espresso preoccupazione per la crescita economica, specialmente in caso di protrarsi dei conflitti internazionali.
L’Italia resta nella procedura Ue. La rabbia di Meloni
