La Commissione Europea è orientata ad accogliere una certa flessibilità sulle spese per l’energia, ma solo riguardo agli investimenti, non ai sussidi. Questa apertura rientra nella clausola di salvaguardia prevista per gli investimenti nella difesa e risponde parzialmente alla richiesta dell’Italia di misure contro il caro-energia. Rimane invece incerta la possibilità di introdurre una linea di credito specifica per l’energia, distinta dalla riprogrammazione dei fondi di Coesione già menzionata dall’esecutivo UE. La presidente Ursula von der Leyen ha ricordato che nei vari programmi europei sono disponibili 300 miliardi per investimenti in energia, di cui 95 miliardi ancora inutilizzati, prevalentemente attraverso i prestiti del Recovery Fund e altri fondi europei, escluso il Modernisation Fund non accessibile all’Italia.
Il commissario europeo Valdis Dombrovskis ha raccomandato che le misure contro il caro-energia siano temporanee e mirate, privilegiando gli investimenti e non i sussidi, vista la natura dello shock dell’offerta e la necessità di sostenibilità fiscale. Per quanto riguarda il Semestre Europeo, per l’Italia dovrebbe essere confermata la procedura per deficit eccessivo, con un rapporto deficit/Pil previsto al 3,1% nel 2025. La raccomandazione all’Italia resta quella di consolidare i conti pubblici e rispettare il percorso di rientro concordato, che stabilisce limiti annuali alla crescita della spesa pubblica netta: per il 2025 è fissato all’1,3%, mentre la crescita effettiva rilevata è dell’1,9%. Tuttavia, la Commissione considererà anche l’assorbimento accelerato dei fondi PNRR, che può essere escluso dal calcolo.
Il superamento del limite sulla crescita della spesa non comporta conseguenze automatiche. Le nuove regole prevedono un sistema di controllo che registra gli scostamenti rispetto agli obiettivi concordati: deviazioni significative possono portare a un esame formale della situazione, ma non esistono margini di scostamento automatici; la Commissione dovrà valutare l’efficacia delle misure adottate dal Paese.
