Stephen Curry, stella dei Golden State Warriors e considerato uno dei migliori tiratori nella storia dell’NBA, ha firmato un accordo decennale con il colosso cinese dell’abbigliamento sportivo Li-Ning, dopo la chiusura della sua collaborazione tredicennale con Under Armour nel 2023. L’annuncio è arrivato tramite i suoi account social. Questo contratto riflette un cambiamento significativo nel mercato dell’abbigliamento sportivo nel basket, con i brand cinesi che acquisiscono sempre più importanza in un settore precedentemente dominato da marchi occidentali come Nike e Adidas.
La scelta di Curry mette in risalto una contraddizione nella NBA, che da tempo si impegna pubblicamente per cause sociali negli Stati Uniti, ma mantiene forti legami economici con la Cina. Molti giocatori NBA si espongono su temi come la giustizia razziale e i diritti civili, ma generalmente mostrano cautela quando si tratta di criticare la Cina riguardo diritti umani, come per le proteste di Hong Kong o la situazione degli uiguri nello Xinjiang. La ragione di questa cautela è legata al grande mercato cinese, che conta circa 450 milioni di tifosi NBA, superando la popolazione degli Stati Uniti e rappresentando un’enorme risorsa commerciale per la lega e i suoi atleti.
Il fenomeno non riguarda solo Curry: anche altri giocatori NBA di spicco stanno siglando contratti con brand cinesi. Kyrie Irving ha concluso un accordo importante con Anta, diventando anche direttore creativo dell’azienda, mentre Austin Reaves dei Lakers ha collaborato con Rigorer per una linea personale di scarpe. Anche Anta ha ingaggiato atleti di rilievo come Klay Thompson, Gordon Hayward, Alex Caruso e Kevin Garnett.
L’espansione del business NBA in Cina influenza quindi anche l’atteggiamento di molti suoi protagonisti su tematiche politicamente sensibili legate al paese asiatico. Un esempio noto riguarda le critiche rivolte a James Harden quando prese posizione contro un dirigente NBA che aveva manifestato supporto ai manifestanti di Hong Kong; la reazione evidenziò quanto gli incentivi economici potessero pesare sulle scelte di espressione pubblica.
La partnership di Curry con Li-Ning è un ulteriore segnale di come la lega stia rafforzando i suoi legami commerciali con la Cina, sottolineando la complessità e le contraddizioni del modello economico globale della NBA.
