In commissione Bilancio al Senato è stato depositato il nuovo emendamento del governo alla manovra. Sono confermate la proroga dell’iperammortamento al 2028, la revisione degli investimenti green e la rimodulazione del Pnrr, mentre vengono stralciate tutte le misure sulle pensioni e sulle norme relative al Tfr per i nuovi assunti. Come spiegato dal ministro Luca Ciriani, il grosso delle disposizioni sarà inserito in un decreto atteso per la prossima settimana.
Il Senato ha inoltre approvato l’emendamento relativo all’oro di Banca d’Italia, norma sostenuta dalla Lega e da Fratelli d’Italia, che riafferma il principio della titolarità popolare sulle riserve auree. È stato dato l’ok anche alla norma sugli ampliamenti di basi e programmi strategici della Difesa, che consente al ministero competente di individuare con decreti specifici aree, attività e infrastrutture considerate di interesse strategico nazionale.
Diversi provvedimenti sono stati esclusi dall’emendamento governativo: non ci sarà il previsto contributo da 1,3 miliardi chiesto alle assicurazioni né nuovi fondi per il credito d’imposta Transizione 4.0, esauriti nella versione aggiornata del testo. Modifiche anche per quanto riguarda i pagamenti della Pubblica amministrazione ai professionisti: dal 2028 la ritenuta d’acconto per le imprese sale allo 0,5% e raggiungerà l’1% dal 2029.
Il dibattito parlamentare è stato particolarmente teso: le opposizioni, tra cui PD, M5s, AVS e IV, hanno criticato il ritiro dell’emendamento di 3,5 miliardi contenente misure per imprese e pensioni, attribuendo la decisione a divergenze interne nella maggioranza e nella Lega. Il leader del M5s Giuseppe Conte ha definito la notte dei lavori “di follia”, sottolineando l’assenza di investimenti per lavoro e imprese e la promozione delle spese per la Difesa. Da Forza Italia arriva la richiesta, per la prossima finanziaria, di estendere la riduzione dell’Irpef al 33% fino a 60mila euro lordi e di continuare ad incrementare le pensioni minime, pur nel rispetto dei vincoli di bilancio comunitari.
Nei prossimi giorni i lavori in Commissione puntano a chiudere il testo da portare in aula lunedì. Nel nuovo quadro, alcune misure significative, come la previdenza complementare obbligatoria per i neoassunti e ulteriori incentivi alle imprese, saranno rinviate a un prossimo decreto.
