Il recente ritrovamento di corpi senza nome sulle spiagge di Pantelleria, Trapani e Calabria conferma la drammaticità della rotta migratoria nel Mediterraneo, aggravata dalle forti mareggiate di febbraio 2026.
Ritrovamenti tra Sicilia e Calabria
Nei giorni scorsi sono stati recuperati tredici corpi privi di identità tra Sicilia e Calabria: nove tra Pantelleria e Trapani, quattro sulle spiagge calabresi. Gli ultimi avvistamenti sono avvenuti a Tropea, dove studenti hanno segnalato la presenza di un corpo in mare provvisto di salvagente. Sull’isola di Pantelleria sono stati trovati complessivamente cinque cadaveri: due in acqua e tre sulle scogliere. Gli interventi sono stati coordinati da Guardia Costiera, Vigili del Fuoco e Forze dell’ordine.
Indagini sulle cause
Le indagini delle Procure di Paola e Vibo Valentia si concentrano su eventuali tracce di violenza e sulle circostanze dei decessi, con l’ipotesi principale che si tratti di migranti dispersi in mare dopo naufragi avvenuti durante il passaggio del ciclone Harry o anche prima. L’autopsia è stata disposta per accertare le cause delle morti.
Un fenomeno che prosegue
Secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), nel solo gennaio 2026 oltre 450 persone sono decedute lungo la rotta del Mediterraneo centrale. Associazioni attive sul territorio continuano a monitorare i ritrovamenti, ribadendo la gravità del fenomeno e lo stillicidio di vittime migranti sulle coste.
