La manovra economica del governo prevede tagli fiscali per 7,9 miliardi di euro e nuove spese per 14,4 miliardi, raggiungendo un totale di 22,3 miliardi. Dopo 63 giorni di discussione al Senato, il testo è arrivato blindato alla Camera, dove si concluderà in quattro giorni con il voto finale fissato per il 30 dicembre.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha definito la manovra ‘prudente, non stagnante’, pensata per sostenere famiglie e imprese senza compromettere l’equilibrio dei conti pubblici. La crescita economica è stimata al +0,7% nel 2026, sostenuta dalle ultime risorse del Pnrr. L’obiettivo è portare il deficit appena sotto il 3% già nel 2025, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura di disavanzo UE e di escludere dai calcoli la crescente spesa per la difesa.
Durante l’iter parlamentare, il valore finanziario della manovra ha raggiunto 22,3 miliardi nel 2026, rimanendo simile nel 2027 e calando a 20,6 miliardi nel 2028. Tra le novità, è stata introdotta una tassa di 2 euro sugli acquisti di piccoli pacchi extra UE fino a 150 euro di valore.
La misura più rilevante riguarda la riduzione della seconda aliquota Irpef dal 35% al 33% per i redditi tra 28.000 e 50.000 euro, con un impatto di 2,9 miliardi nel 2026 e di circa 3 miliardi dal 2027. È previsto anche un alleggerimento fiscale tramite la rottamazione fino al 31 dicembre 2023, per un valore di 1,5 miliardi. Lo sconto fiscale al 5% sui rinnovi contrattuali sotto i 28.000 euro costa 420 milioni. Altre misure includono la riduzione dell’aliquota sui premi di risultato all’1% (535 milioni) e l’imposta ridotta sul trattamento accessorio dei lavoratori pubblici (359 milioni).
Per quanto riguarda la previdenza, dal 2027 il costo della parziale sterilizzazione dei mesi aggiuntivi necessari per andare in pensione è di 1,2 miliardi. Sul fronte Sanità sono stati stanziati 2 miliardi. Per le lavoratrici madri sono previsti 630mila euro di integrazione al reddito e 225mila euro per l’esonero contributivo, mentre per l’adeguamento dell’Isee (escludendo la prima casa fino a 200mila euro nelle grandi città) sono stanziati 466 milioni. Rifinanziate con mezzo miliardo la social card e con 440 milioni l’Assegno di Inclusione, eliminando il mese di sospensione dopo la prima assegnazione.
Le imprese beneficeranno di un credito d’imposta da 2,3 miliardi per la Zes Unica, mentre il superammortamento aiuterà per 541 milioni nel 2027 e un miliardo nel 2028. Sono previsti fondi anche per macchinari, turismo e il rinvio di plastic e sugar tax (385 milioni il primo anno). Risparmi per 2 miliardi sono ottenuti dai tagli ai ministeri, che potranno rimodulare le spese.
Banche e assicurazioni subiranno un aumento dell’Irap per 1,2-1,3 miliardi. Inoltre, sono previsti introiti da 552 milioni tramite l’aumento delle accise sui carburanti, 213 milioni dall’aumento dei tabacchi e 138 milioni dalla stretta sugli affitti brevi a partire dal 2027.
