Durante la cerimonia per l’inaugurazione di L’Aquila Capitale della Cultura 2026, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha sottolineato il ruolo fondamentale della cultura come mezzo di pace e democrazia contro le “strategie predatorie” che portano distruzione. Mattarella ha ricordato come la città abbia superato l’ardua sfida della rinascita dopo il terremoto di 17 anni fa, trasformando la ferita in forza e la cicatrice in memoria.

Il capoluogo abruzzese ospiterà per un anno eventi, mostre, spettacoli, incontri e dibattiti, con un totale di trecento manifestazioni in trecento giorni. L’iniziativa punta anche a promuovere la rigenerazione urbana attraverso il recupero di spazi simbolici come il Teatro Comunale e il Teatro San Filippo, con l’obiettivo di restituire questi luoghi alla comunità.

Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha definito L’Aquila “modello di partecipazione”, evidenziando il contributo della comunità nel processo di rinascita. Anche la ministra del Turismo, Daniela Santanchè, ha riconosciuto il valore simbolico della città come esempio di speranza per tutte le aree interne italiane.

Il presidente Mattarella ha rilanciato la necessità di eliminare gli squilibri territoriali per rafforzare la coesione nazionale, invitando a seguire l’esempio dell’Aquila e della sua comunità operosa. Il sindaco Pierluigi Biondi e il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, hanno richiamato i temi della memoria e del futuro, sottolineando il coraggio e la capacità della città di rinascere dopo la tragedia.

Durante l’evento, una narrazione accompagnata da uno spettacolo di droni ha ribadito il messaggio di una comunità che, nonostante il peso delle vittime del terremoto, continua a guardare avanti e a puntare sulla cultura come leva per la crescita collettiva.