Il 23 maggio viene ricordata la strage di Capaci, uno dei più gravi attacchi mafiosi alla Repubblica Italiana. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata della legalità, ha evidenziato come quell’attentato rappresentò un colpo senza precedenti alla libertà e alla dignità degli italiani. Ha rivolto il suo pensiero a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e agli agenti di scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, uccisi quel giorno, collegando il loro sacrificio anche a quello di Paolo Borsellino e degli agenti Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina, anch’essi vittime della mafia.
Mattarella ha sottolineato che la mafia cercò di piegare le istituzioni con la violenza, ma si scontrò con la fermezza dello Stato e con il coraggio sia degli uomini delle istituzioni sia dei cittadini. Ha ribadito l’importanza di mantenere alta la lotta contro la criminalità e l’indifferenza, valorizzando il patrimonio etico e civile lasciato da Falcone e Borsellino, soprattutto come esempio per le nuove generazioni.
Anche la premier Giorgia Meloni ha ricordato come la strage di Capaci rappresentò un momento di dolore collettivo per la nazione. Secondo Meloni, ricordare oggi quei fatti significa non dimenticare il sacrificio di chi si oppose alla mafia e promuovere, grazie anche alla Giornata Nazionale della Legalità istituita dal 2002, la cultura della legalità, in particolare tra i giovani. Ha affermato che dalla memoria e dalle azioni quotidiane nasce la possibilità di costruire un futuro privo di paura e indifferenza.
