Il presidente degli Stati Uniti minaccia l’Iran, chiedendo l’accettazione dell’accordo proposto, altrimenti ‘non rimarrà nulla’. Dopo una telefonata con il premier israeliano Netanyahu, si precisa che Israele potrebbe essere chiamato a intervenire in caso di ripresa delle ostilità con l’Iran. Trump ha convocato i suoi principali consiglieri per la sicurezza presso il suo golf club in Virginia per discutere della situazione e, secondo Axios, la Situation Room sarà riunita martedì. Alcune fonti riportano che la Cina avrebbe promesso di non fornire armi a Teheran.

Trump si è dichiarato non disponibile a concessioni nei confronti dell’Iran e ha affermato che Teheran sa cosa accadrà a breve. Secondo Bloomberg, gli Stati Uniti stanno valutando una nuova deroga alle sanzioni sul petrolio russo a causa dell’effetto della guerra in Iran sulle forniture, con possibile durata di 30 giorni o più. Secondo Axios, la Casa Bianca giudica la nuova proposta iraniana insufficiente e teme una ripresa della guerra.

Trump sostiene inoltre che l’Iran tende a presentare documenti diversi rispetto agli accordi raggiunti, rendendo difficile la trattativa. Secondo Al Arabiya, nella risposta in 14 punti, l’Iran propone un cessate il fuoco di lunga durata e graduale, una gestione condivisa dello Stretto di Hormuz con il coinvolgimento di Pakistan e Oman, e si dice disponibile a congelare il programma nucleare mantenendo però l’uranio arricchito in Russia e non negli Stati Uniti. Gli indennizzi sarebbero stati sostituiti da richieste di concessioni economiche.

Sul piano internazionale, il Libano ribadisce come unica soluzione il cessate il fuoco, il ritiro di Israele, il dispiegamento dell’esercito lungo i confini e assistenza economica per Beirut. Il presidente libanese Joseph Aoun esclude altre ipotesi e sostiene la prosecuzione dei colloqui diretti con Israele.

L’agenzia iraniana Tasnim, citando fonti vicine ai negoziati, conferma che la proposta iraniana in 14 punti è focalizzata sulla fine della guerra. Inoltre, il Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale dell’Iran ha creato un nuovo ente per gestire lo Stretto di Hormuz, chiuso da Teheran, prevedendo un pedaggio per le navi che lo attraversano. L’autorità, denominata ‘Autorità dello Stretto del Golfo Persico’, ha stabilito che il passaggio senza autorizzazione sarà considerato illegale.

Fonti pakistane riferiscono che il Pakistan ha trasmesso agli Stati Uniti una proposta rivista dell’Iran mirata a porre fine al conflitto mediorientale, ma i colloqui di pace risultano in fase di stallo. La situazione è resa ancora più complessa dall’evoluzione costante degli obiettivi delle parti coinvolte.