I corpi dei quattro sub italiani scomparsi sono stati individuati nel terzo segmento di una grotta nei pressi dell’atollo di Vaavu, alle Maldive, come confermato dalla Farnesina. Le Forze di Difesa Nazionali delle Maldive hanno annunciato che i corpi sono stati localizzati, ma le operazioni di recupero non sono ancora state completate. Secondo il portavoce del governo maldiviano Mohamed Hussain Shareef, i primi due corpi potrebbero essere recuperati martedì e gli altri due il giorno successivo, tutti nella stessa grotta in cui la squadra di sub si era immersa.

Il team di recupero è composto da tre subspeleologi finlandesi, Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist, esperti in missioni subacquee complesse. Il gruppo ha utilizzato apparecchiature avanzate tra cui rebreather a circuito chiuso, miscele di gas Trimix adatte ad alte profondità, scooter subacquei e un veicolo sottomarino a controllo remoto. All’operazione hanno preso parte anche un quarto esperto e la guardia costiera locale. Attrezzature specialistiche sono state fornite da Regno Unito e Australia; la squadra dispone di sistemi che permettono di riciclare l’aria durante le immersioni, che possono durare fino a tre ore ciascuna e vengono interrotte in caso di ostacoli.

Secondo quanto riferito da Dan Europe, organizzazione medica e scientifica coinvolta nelle operazioni, il primo obiettivo della missione è stato raggiunto con successo: il team ha esplorato la grotta, valutato le condizioni, localizzato le vittime e raccolto dati utili per le prossime fasi di recupero. I tre specialisti sono subacquei esperti, abituati a operare in ambienti profondi e ad alto rischio. La missione impiega tecnologie avanzate per garantire la sicurezza e la massima efficienza nelle operazioni. Nei prossimi giorni proseguiranno le delicate procedure di recupero, in coordinamento con le autorità maldiviane e italiane.