Giorgia Meloni e Mette Frederiksen, insieme ad altri 17 leader europei, hanno inviato una lettera ai vertici dell’Unione Europea chiedendo una rapida applicazione delle nuove norme sui migranti, tra cui la creazione di hub nei Paesi terzi. Nel messaggio si evidenzia che alcune iniziative sono già operative, come la collaborazione tra Italia e Albania, e si invitano i Paesi membri interessati a promuovere soluzioni simili in partnership con altre nazioni. I leader sottolineano l’importanza di decidere democraticamente chi può entrare e soggiornare nei rispettivi Stati e la necessità di contrastare il traffico di esseri umani. La lettera fa riferimento agli ultimi accordi legislativi raggiunti in ambito UE per ridurre i flussi migratori irregolari e aumentare i rimpatri, con l’obiettivo di garantire coesione sociale e protezione dei soggetti vulnerabili. Si afferma che le nuove soluzioni dovranno essere realizzate nel rispetto del diritto europeo e internazionale e in collaborazione con i Paesi terzi, per smantellare le reti dei trafficanti ed eliminare le cause della migrazione irregolare.
Sul fronte economico, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, arrivando al secondo giorno del Consiglio europeo, ha espresso contrariètà rispetto alla proposta attuale per il futuro bilancio dell’UE 2028-2034, definendola troppo elevata e rifiutando una crescita dell’indebitamento comunitario. Merz ha ribadito la posizione chiara della Germania, condivisa con altri Stati membri, sebbene non rappresenti la maggioranza, chiedendo una nuova proposta e sottolineando la necessità di raggiungere un accordo unanime sulle spese e sulle entrate, auspicando che il negoziato porti a un risultato comune entro il secondo semestre del 2026.
