La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha illustrato in Aula alla Camera le posizioni del governo in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno, ribadendo il sostegno italiano alla difesa dell’Ucraina e l’appoggio al ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia come unico strumento per spingere verso una trattativa di pace. Meloni ha sottolineato la necessità per l’Europa di negoziare in autonomia le condizioni di sicurezza verso una pace duratura, senza delegare agli Stati Uniti, e di rafforzare la coesione euro-atlantica.

Sulla situazione in Medioriente, ha confermato che l’Italia non è coinvolta nel conflitto ma si impegna a tutelare la presenza dei propri militari e la libertà delle rotte commerciali nello stretto di Hormuz, dichiarando inaccettabili alterazioni unilaterali delle regole di transito. Meloni ha anche condannato senza riserve ogni attacco contro la missione Unifil, affermando che colpire Unifil significa colpire la comunità internazionale.

Rispetto alle tensioni in Israele e Palestina, ha annunciato il sostegno italiano a misure sanzionatorie contro coloni violenti e il ministro Ben Gvir dopo il comportamento verso cittadini italiani, respingendo le sue dichiarazioni come inaccettabili. Ha poi invitato il Consiglio europeo a riflettere sul futuro delle relazioni tra UE e Israele, anche alla luce degli sviluppi in Libano, Gaza e Cisgiordania.

Meloni ha fatto riferimento al prossimo vertice Nato, specificando che l’Italia investirà il 2,8% del PIL in difesa e sicurezza, con particolare attenzione alle spese interne. Sul dossier iraniano, ha proposto che l’UE sia pronta a nuove sanzioni qualora Teheran continui con minacce alla navigazione e violazioni internazionali, ma potrebbe alleggerire la pressione in caso di segnali costruttivi.

Condanna anche per le violazioni russe dello spazio aereo UE e Nato, definiti atti inaccettabili e legati alla frustrazione per lo stallo nel conflitto ucraino. In ambito economico, Meloni ha annunciato che sarà definito un elenco di misure finanziabili grazie alla flessibilità ottenuta a livello europeo, per alleggerire il bilancio nazionale e sostenere famiglie e imprese.