La FIFA ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal Belgio contro la sospensione della squalifica dell’attaccante statunitense Folarin Balogun, che potrà quindi giocare negli ottavi di finale dei Mondiali contro il Belgio. La decisione della FIFA di sospendere la squalifica generata da un cartellino rosso ricevuto da Balogun nella partita contro la Bosnia ha suscitato forti polemiche e proteste sia dalla UEFA sia dal governo belga. Secondo il New York Times, la scelta sarebbe stata influenzata da una telefonata dell’ex presidente americano Donald Trump al presidente FIFA Gianni Infantino. Trump ha confermato di aver chiesto solo un riesame della decisione arbitrale, senza raccomandazioni specifiche.
La UEFA ha definito la decisione della FIFA ‘senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile’, ribadendo la necessità di regole certe e trasparenti. Il governo belga, tramite il ministro degli Esteri Maxime Prévot, ha affermato che una simile influenza politica mette a rischio le regole fondamentali dello sport. Anche Joseph Blatter, ex presidente FIFA, ha criticato la revoca del cartellino, sostenendo che interventi politici non dovrebbero influenzare decisioni arbitrali. Il presidente della FIGC Giovanni Malagò ha giudicato la situazione un’assurdità dal sapore politico e un precedente pericoloso per il calcio.
Il commissario UE allo Sport, Glenn Micallef, ha sostenuto che le decisioni sulle regole sportive devono rimanere di competenza degli organi sportivi. Sull’episodio è intervenuto anche il commissario tecnico degli Stati Uniti, Mauricio Pochettino, che ha ritenuto eccessiva l’espulsione di Balogun per un fallo involontario e ha sottolineato l’importanza di mantenere la concentrazione sulla partita. Infine, la Federazione calcistica belga ha ufficialmente contestato la revoca inviando una lettera alla FIFA, che ha trattato la comunicazione come una richiesta d’urgenza di riesame, respinta però dalla commissione d’appello.
