Nel 2026, oltre 1 miliardo e 200 milioni di euro sono già stati destinati per affrontare le conseguenze di eventi alluvionali nel Centro-Sud Italia, come il ciclone Harry e le frane a Niscemi e in Molise, secondo il Rapporto Ance-Cresme. Questa cifra supera i 933 milioni previsti nella Legge di bilancio per le emergenze dell’intero anno. Federica Brancaccio, presidente dell’Ance, ha dichiarato durante il convegno ‘Un Piano per l’Italia’ che la situazione di dissesto idrogeologico in Italia è ormai una cronica emergenza e serve un intervento strutturale. Ha evidenziato l’importanza di agire in modo preventivo piuttosto che dopo le catastrofi, dato il costo elevato sia delle riparazioni sia della perdita di territorio e memoria storica. Brancaccio ha anche sottolineato il cambiamento del settore edile, oggi più attento alle tecnologie, all’ambiente e alla tutela del territorio, e la necessità di contrastare l’abusivismo che ha danneggiato il paese. Il ministro per la Protezione Civile e le politiche del Mare, Nello Musumeci, ha annunciato l’impegno per la realizzazione di un grande piano nazionale contro il dissesto idrogeologico, che raccordi tutte le risorse ministeriali e abbia una prospettiva di almeno 15 anni. Musumeci ha illustrato la preparazione di un disegno di legge per istituire una cabina di regia a Palazzo Chigi, con la partecipazione dei ministeri coinvolti, per garantire una pianificazione coordinata degli interventi.