Secondo un’inchiesta realizzata dal giornalista Chris Rufo per City Journal, la California avrebbe perso tra 180 e 280 miliardi di dollari a causa di frodi riguardanti principalmente i programmi Medi-Cal, le assicurazioni per la disoccupazione e il welfare generale. Le cifre citate dagli esperti e dai funzionari sanitari equivalgono al PIL di una nazione come la Nuova Zelanda. Rufo denuncia una mancanza di accountability e sottolinea che le risorse federali attualmente disponibili sarebbero insufficienti ad affrontare efficacemente il problema. In particolare, l’attenzione è rivolta al programma di assistenza domiciliare, nato per sostenere chi si prende cura a tempo pieno di un familiare e che oggi impiega circa 800.000 persone, con controlli basati principalmente su un sistema fiduciario. Migliaia di segnalazioni da parte di whistleblower hanno portato a centinaia di indagini, ma meno di cento sono sfociate in procedimenti giudiziari. I cittadini della California stanno iniziando a notare che queste spese rappresentano circa il 10% del bilancio statale, con costi superiori ai 30 miliardi di dollari l’anno, mentre la qualità della vita di molte persone di classe media peggiora. L’ufficio del Governatore Gavin Newsom respinge le accuse, affermando che lo Stato si è attivato da anni contro le frodi, sospendendo oltre 280 licenze e bloccando il rilascio di nuove dal 2022, e chiede una maggiore collaborazione del governo federale.
New exposé claims California lost at least $180B to fraud under Gavin Newsom
