Il dialogo tra Italia e Commissione europea sulla crisi energetica si concentra sulla richiesta di maggiore flessibilità di bilancio da parte di Roma e sul richiamo di Bruxelles alla disciplina fiscale. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti anticipa un possibile ribasso delle stime di crescita italiana, sottolineando però che il quadro attuale non riflette un deterioramento strutturale dell’economia. Giorgetti osserva che anche in passato le previsioni pessimistiche sono state smentite dai dati, ma ammette segnali di rallentamento dovuti alla crisi in Medio Oriente. Il governo italiano, in linea con organismi internazionali, prevede di rivedere le stime del Pil, ora fissato allo 0,7% per il 2026. Giorgia Meloni afferma che, in caso di peggioramento della situazione in Iran, sarebbe necessario valutare una risposta europea inclusa una possibile sospensione temporanea del Patto di stabilità e crescita. Da Bruxelles, il commissario Valdis Dombrovskis esclude la sospensione del Patto, affermando che le condizioni attuali non configurano una “grave recessione”, anche se riconosce che l’UE è esposta al rischio di stagflazione. Secondo le stime europee, una crisi breve potrebbe ridurre la crescita dello 0,2-0,4%, mentre una crisi più lunga potrebbe comportare un calo dello 0,4-0,6% e un aumento dell’inflazione fino all’1,5%. La direttrice generale del FMI, Kristalina Georgieva, segnala che la guerra in Iran provoca un aumento dei prezzi energetici e interruzioni nelle catene di approvvigionamento, con effetti globali variabili a seconda della vicinanza al conflitto. Sul fronte delle misure contro il caro-energia, la Commissione europea si mostra favorevole a un coordinamento sulla tassazione degli extraprofitti nel settore energetico e sta lavorando a un pacchetto interventi su tassazione dell’elettricità, reti e sistema di scambio delle emissioni. Il tema sarà al centro della prossima riunione dei commissari europei del 13 aprile.