Durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario a Milano, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha chiarito che la riforma della giustizia e il relativo referendum non sono diretti contro o a favore di nessuno e non hanno finalità politiche. Nordio ha risposto alle critiche del presidente della Corte d’Appello di Milano, Giuseppe Ondei, sottolineando che la riforma mira a garantire l’indipendenza della magistratura e favorire il dialogo istituzionale. Nordio ha ribadito che non c’è nessuna intenzione di sottomettere la magistratura al potere esecutivo o di minare le istituzioni parlamentari.
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha auspicato un confronto civile smentendo affermazioni secondo cui la riforma renderebbe i giudici dipendenti dal governo, giudicandole prive di fondamento. Ha richiamato alla responsabilità nel dibattito, invitando a non utilizzare slogan fuorvianti e all’accoglimento del risultato referendario con rispetto.
Il presidente della Corte d’Appello di Roma, Giuseppe Meliadò, ha evidenziato la crescente vulnerabilità della magistratura, esposta a critiche e percezioni distorte nell’opinione pubblica. Ha sottolineato che il dibattito nazionale si concentra su temi distanti dalle reali esigenze della giustizia, che riguardano invece l’efficienza del servizio e il rafforzamento delle risorse, soprattutto in contesti come Roma, dove il numero dei procedimenti legati alla criminalità organizzata è in aumento. Meliadò ha segnalato la necessità di seri interventi organizzativi per contrastare la criminalità e migliorare la risposta della magistratura.
A Milano, Giuseppe Ondei ha definito inaccettabile l’idea che i giudici non siano imparziali e che siano troppo vicini alle posizioni dei pubblici ministeri, dato che ciò non trova riscontro a livello internazionale. Ondei ha illustrato dati che attestano l’autonomia della magistratura, ad esempio nel settore civile dove il pm non opera, e ha riportato che circa il 25% delle sentenze penali di primo grado risultano in assoluzioni. Ha inoltre descritto situazioni di riduzione delle pendenze e miglioramento dei tempi nei procedimenti civili e penali nel distretto di Milano, precisando che la riforma non inciderebbe sulla durata dei processi, pur rilevando che a livello nazionale i tempi restano troppo lunghi.
La presidente della Corte d’Appello di Caltanissetta, Domenica Motta, ha posto l’attenzione sulla situazione di Niscemi come priorità, esprimendo solidarietà ai cittadini interessati dalla frana.
Infine, il presidente della Corte d’Appello di Palermo, Matteo Frasca, ha criticato l’uso strumentale del nome di Giovanni Falcone nel dibattito sul referendum, precisando che il magistrato aveva sollevato il tema della separazione delle carriere come argomento di confronto e non come posizione assunta in modo perentorio.
