Navid Mohebbi, ex prigioniero politico iraniano, ha dichiarato che la posizione decisa di Donald Trump contro il governo dell’Iran rappresenta una rara opportunità storica di cambiamento, mentre i manifestanti sfidano uno dei regimi più repressivi al mondo. Secondo Mohebbi, l’attuale ondata di proteste in Iran, assieme alla leadership statunitense, pone il Paese davanti a un punto di svolta, con implicazioni che toccano il futuro dell’Iran, la sicurezza nazionale americana e la stabilità globale. Mohebbi ritiene che le prossime azioni di Trump potrebbero influire sul corso della storia, suggerendo che questa fase verrà ricordata nelle generazioni future. Ha inoltre affermato che Trump ha la possibilità di sostenere gli iraniani che chiedono libertà e allo stesso tempo di rafforzare gli interessi degli Stati Uniti, indebolendo un regime accusato di finanziare il terrorismo e destabilizzare il Medio Oriente. Riguardo alle repressioni, Mohebbi ha sostenuto che milioni di iraniani sono scesi in piazza e che le forze di sicurezza avrebbero ucciso tra 12.000 e 20.000 persone; altre fonti, come l’Agenzia iraniana per i diritti umani con sede negli Stati Uniti, stimano oltre 3.000 morti in circa tre settimane, sottolineando però la difficoltà di verificare i dati a causa delle restrizioni e dei blackout informatici imposti dalle autorità. Mohebbi ha infine ricordato i precedenti scontri tra Trump e Teheran, come l’uccisione di Qassem Soleimani nel 2020 e recenti attacchi a siti nucleari iraniani, evidenziando come questi fatti mettano in luce la pericolosità di un regime che, secondo lui, sarebbe disposto a compiere gravi atti anche con armi di distruzione di massa.