Oggi, prima grande protesta dei tassisti del 2024, con uno sciopero nazionale che coinvolge città italiane da Nord a Sud, esclusa l’Umbria. Dalle 8 alle 22, circa venti sigle sindacali chiedono interventi del governo contro l’ingresso di multinazionali come Uber nel settore. A Roma sono previsti presidi e un corteo da Fiumicino a Montecitorio, con partecipazione di tassisti da diverse città.
Non hanno aderito allo sciopero Unione Radiotaxi d’Italia e il consorzio itTaxi. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha annunciato per domani un incontro con le associazioni di categoria al ministero, sottolineando la complessità delle trattative tra taxi e NCC.
I sindacati promotori dello sciopero chiedono regole chiare per le piattaforme digitali, la conclusione dei decreti attuativi contro l’abusivismo e il riconoscimento del taxi come servizio pubblico locale. Uiltrasporti lamenta il silenzio delle istituzioni e la diffusione delle multinazionali, sostenendo che qualità e sicurezza non possano dipendere solo da applicazioni senza controllo pubblico. La Cgil accusa il governo di non aver mantenuto gli impegni e di mettere a rischio il servizio pubblico.
Di diverso avviso Unione Radiotaxi d’Italia e itTaxi, che si dicono fiduciosi nel governo e nel dialogo istituzionale, criticando le altre sigle per aver contribuito, secondo loro, ai problemi attuali del settore.
La settimana si presenta critica anche per altri settori dei trasporti locali: oggi scioperano per 24 ore gli addetti di Busitalia Sita Nord in Umbria; il 14 gennaio toccherà al personale della Dinazzano Po e Captrain Italia nel trasporto merci; il 15 il gruppo Atm a Milano svolgerà una protesta di 24 ore. Sospensioni del servizio sono previste anche nei giorni successivi e fino a fine mese, con coinvolgimento di pullman extraurbani, bus locali e lavoratori delle ferrovie, fino allo sciopero del 31 gennaio che interesserà i controllori di volo dell’aeroporto di Verona.
