L’Unione Europea si prepara ad applicare nuove regole sull’asilo e il rimpatrio, previste per giugno, nella speranza di rafforzare il controllo dei flussi migratori dopo anni di difficoltà nell’espulsione degli irregolari. Magnus Brunner, Commissario europeo per gli Affari Interni e la Migrazione, ha riferito che i rimpatri sono in aumento e che l’introduzione di nuovi sistemi di controllo alle frontiere ha permesso di individuare potenziali minacce alla sicurezza. Tuttavia, solo tra un quarto e un terzo dei migranti a cui viene ordinata l’espulsione lascia effettivamente l’UE.
Il nuovo patto europeo, oggetto di lungo dibattito, punta a velocizzare le decisioni sulle richieste d’asilo, spostare le procedure alle frontiere esterne e ampliare i meccanismi di rimpatrio. Il sistema prevede che i migranti irregolari vengano sottoposti a controlli biometrici e di sicurezza, con una risposta alle richieste d’asilo entro poche settimane e l’espulsione rapida per chi viene respinto. Viene inoltre potenziata la possibilità di rimandare i migranti verso “paesi terzi sicuri” fuori dall’Unione per snellire le procedure.
Nuovi sistemi di tracciamento elettronico delle entrate e delle uscite e la condivisione dei dati in tempo reale tra gli Stati membri hanno già consentito di individuare tra 30.000 persone 750 soggetti ritenuti a rischio per la sicurezza dell’UE. Brunner ha ammesso una carenza nella comunicazione sulle politiche migratorie ma ha sottolineato l’impegno attuale a spiegare meglio l’approccio europeo anche ai partner internazionali.
Le autorità UE collegano sempre più la questione migratoria alla sicurezza nazionale, richiamando gli episodi di pressione ai confini da parte di Russia e Bielorussia, visti come forme di “guerra ibrida” attraverso il flusso dei migranti. Si osserva, inoltre, che i recenti conflitti, inclusa la tensione con l’Iran, aggravano i timori per la radicalizzazione, sebbene non siano emersi segnali evidenti di un aumento dei flussi legato a questi eventi. Secondo Brunner, mantenere il sostegno pubblico alle politiche di asilo dipende dalla percezione di un maggiore controllo ed efficacia del sistema.
