Il Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, ha dichiarato che anche in caso di una rapida fine delle ostilità in Medio Oriente, il ritorno a condizioni ordinarie nel mercato dell’energia sarà lungo. Panetta sottolinea come le esportazioni energetiche attraverso lo Stretto di Hormuz siano quasi azzerate e che le infrastrutture di produzione e raffinazione stiano subendo danni rilevanti. La guerra in Medio Oriente, secondo il governatore, ha mutato bruscamente le previsioni su inflazione e crescita sia per l’Italia che per l’area euro. La BCE, afferma Panetta, sta affrontando uno shock negativo dell’offerta in un clima di forte incertezza, paragonabile a quello successivo all’invasione dell’Ucraina nel 2022. L’impatto sull’inflazione dipenderà dal modo in cui l’aumento dei prezzi verrà trasmesso alle retribuzioni, con il rischio di innescare un circolo vizioso tra prezzi e salari.

Panetta ha inoltre spiegato che la norma, inserita nell’ultima legge di Bilancio, in base alla quale le riserve auree appartengono al popolo italiano, non modifica la gestione o il bilancio della Banca d’Italia, né i suoi compiti collegati alla detenzione dell’oro. Nel 2025, grazie alla rivalutazione dell’oro, le riserve hanno segnato una plusvalenza di 91 miliardi di euro, compensando la riduzione dei titoli detenuti per finalità di politica monetaria, ora scesi a 508 miliardi. Questa plusvalenza serve ad assorbire eventuali fluttuazioni, ma non influisce sul risultato economico. L’oro e le altre attività finanziarie, precisa Panetta, sono gestite nell’interesse dell’Italia e dell’Europa, in piena indipendenza e con attenzione all’efficienza.

Nel 2025, la Banca d’Italia torna in utile dopo le perdite lorde registrate nel 2023 e nel 2024 dovute all’aumento dei tassi. Allo Stato sarà versato un assegno di 1,272 miliardi di euro, oltre a tasse per 400 milioni di euro. L’anno precedente l’istituto aveva chiuso con un utile lordo di 3 miliardi, dopo una perdita di 7,3 miliardi l’anno prima, grazie soprattutto al miglioramento del margine di interesse. Il fondo rischi generali, utilizzato per oltre 11 miliardi negli ultimi due anni per coprire le perdite, è stato alimentato nel 2025 con 900 milioni. Panetta ha proposto la distribuzione di 340 milioni di euro in dividendi ai partecipanti, su un utile netto di 1,65 miliardi. Non riceveranno dividendi i partecipanti con più del 5% del capitale, per un totale di 1,17 milioni di euro, come previsto dalla legge. L’utile residuo destinato allo Stato è di 1,272 miliardi, il doppio rispetto al 2024. Negli ultimi dieci anni, allo Stato sono stati trasferiti complessivamente 41,3 miliardi, di cui 34,8 come utile netto e 6,5 come imposte, mentre ai partecipanti sono andati 2,9 miliardi in dividendi.