Uno studio condotto dalla Stony Brook University di New York ha analizzato le conseguenze a lungo termine del disturbo post-traumatico da stress (PTSD) sui soccorritori del World Trade Center. I ricercatori hanno esaminato campioni di sangue di 393 soccorritori circa 18 anni dopo gli attacchi dell’11 settembre 2001, rilevando che tra i partecipanti 232 soffrivano di PTSD e 161 no. Sono state individuate differenze significative in 114 proteine e sette metaboliti tra i due gruppi. In particolare, nei soccorritori con PTSD sono state osservate alterazioni nei marcatori ematici legati alla funzione cerebrale, all’attività immunitaria, al metabolismo energetico, alla protezione contro i danni cellulari e ai processi di comunicazione e riparazione dei tessuti cellulari. Inoltre, sono stati rilevati segni di invecchiamento biologico accelerato in diversi organi, come cuore, reni, fegato e polmoni, tra i soggetti con PTSD. Secondo Benjamin Luft, direttore del programma di benessere WTC della Stony Brook e autore dello studio, il PTSD si conferma come una patologia che interessa tutto l’organismo, non solo la salute mentale. Gli esperti hanno sottolineato che queste alterazioni biologiche possono aumentare il rischio di malattie croniche quali patologie cardiache, polmonari e declino cognitivo. Il medico Marc Siegel, che non ha preso parte allo studio, ha evidenziato come lo stress post-traumatico implichi sia traumi emotivi che fisici, con disfunzioni immunitarie e processi di invecchiamento accelerato. Tra i limiti individuati dallo studio: le misurazioni sono state effettuate in un unico momento, quindi non è possibile stabilire un rapporto di causa-effetto diretto; la popolazione osservata ha vissuto traumi ed esposizioni molto specifiche, rendendo difficile generalizzare i risultati a tutti i soggetti con PTSD; inoltre, le donne rappresentavano solo il 10% del campione. I ricercatori hanno concluso che ulteriori indagini sono necessarie per stabilire se questi marcatori ematici possano prevedere la progressione delle malattie o la risposta ai trattamenti. Lo studio sottolinea l’importanza di riconoscere il PTSD come una condizione cronica con significative ripercussioni sulla salute fisica e suggerisce investimenti in diagnosi precoce, trattamenti completi e monitoraggio a lungo termine per i sopravvissuti a traumi.
Scientists discover possible link between 9/11 and accelerated aging
