Il profilo Facebook della madre della bambina morta a quattro anni per sospetta difterite è stato reso privato e il post in cui criticava gli “incompetenti medici” è stato rimosso. Nel profilo la donna aveva pubblicato i nomi dei familiari e una foto con i quattro figli. In un recente post la madre ha attaccato i media accusandoli di pubblicare informazioni per ottenere visibilità, assicurando che le indagini non riguardano i genitori. Esprime dolore per la perdita della figlia e accusa alcuni medici di aver sottovalutato la gravità della situazione, invitando infine al silenzio sulla vicenda.

Il professor Antonio Cascio, direttore dell’Unità di Malattie infettive del Policlinico di Palermo, sottolinea l’importanza di individuare il cosiddetto paziente zero, ipotizzando che possa esserci un portatore sano tra parenti o conoscenti che abbia trasmesso inconsapevolmente l’infezione alla bambina. Sarà necessario sottoporre a tampone e chemioprofilassi (assunzione di antibiotici) tutte le persone che sono entrate in contatto con la piccola, verificando anche la situazione vaccinale e, se necessario, aggiornando le vaccinazioni. Cascio aggiunge che il rischio di una diffusione ampia è al momento minimo, anche se si sta monitorando un possibile focolaio.

Nel corso delle indagini epidemiologiche, l’Asp di Palermo ha eseguito tamponi su gran parte della famiglia della vittima e sta ricostruendo la catena dei contatti. Circa venti familiari si sono sottoposti al vaccino esavalente nei centri vaccinali, mentre i tre fratelli della bambina avevano già ricevuto la prima dose regolarmente.

Il direttore sanitario dell’azienda ospedaliera Civico, Domenico Cipolla, ha riferito che il cugino di quattro anni della bimba, ricoverato con sintomi lievi assimilabili a una sindrome influenzale, è vaccinato e la malattia non dovrebbe evolvere in forme gravi. Sia la famiglia allargata sia i genitori hanno ricevuto profilassi antibiotica e si stanno vaccinando. Cipolla precisa che il decesso della bambina è stato causato dagli effetti delle tossine prodotte dal batterio della difterite e che queste non rappresentano un pericolo di contagio diretto.