Secondo il 21° Rapporto Sanità del CREA, presentato al CNEL, l’equità del Sistema sanitario nazionale si sta indebolendo. Le famiglie con minori risorse affrontano un aumento della spesa sanitaria privata tre volte superiore rispetto a quelle più agiate. Dal 1978, l’incidenza delle spese sanitarie sui bilanci familiari è più che raddoppiata e oggi raggiunge il 4,3% in media, salendo al 6,8% fra le famiglie meno istruite. Sono quattro milioni le famiglie il cui bilancio economico risulta rischioso a causa dei costi sanitari.
Il rapporto evidenzia che per il 60% delle famiglie più povere, la quota di spesa privata sul totale è salita dal 27,6% al 37,6%. Nel complesso, la spesa privata sanitaria in Italia ammonta a 43,3 miliardi di euro, quasi un quarto del totale. Di conseguenza, 2,3 milioni di residenti dichiarano disagio economico, rinuncia o impoverimento legati a cure sanitarie, fenomeno in costante crescita. Oltre 4 milioni di famiglie sono fortemente esposte alle spese sanitarie, soprattutto per odontoiatria e assistenza di lunga durata a non autosufficienti, ambiti dove la tutela pubblica è insufficiente.
I dati mostrano che i risultati del Sistema sanitario in termini di equità ed efficienza sono inferiori alle aspettative. La sostenibilità del sistema è stata possibile, secondo CREA, grazie a un “razionamento implicito” delle tutele, che penalizza le fasce più deboli della popolazione.
Emergono anche differenze regionali: inizialmente erano le famiglie del Nord-Est a spendere di più per la sanità, coerentemente con un reddito maggiore, ma oggi la spesa è cresciuta nel Centro e nel Mezzogiorno. In queste aree la spesa privata non è solo legata a maggiori risorse economiche, ma anche alle carenze del servizio pubblico, costringendo le famiglie a considerare essenziali le spese sanitarie al di fuori del SSN.
Dal 2000, la spesa pubblica e quella privata sono cresciute allo stesso ritmo (+2,7% medio annuo, +0,7% reale), smentendo l’idea che il federalismo abbia favorito una privatizzazione strisciante, fenomeno invece presente nei decenni precedenti. Tuttavia, rispetto a molti Paesi europei, la spesa sanitaria italiana resta inferiore di circa il 10%.
Le esigenze della popolazione sono mutate: il SSN, nato per rispondere soprattutto alle urgenze cliniche, da circa vent’anni cerca di adattarsi ai bisogni derivanti dalle patologie croniche. Il CREA segnala la necessità di revisioni nel sistema, pur sottolineando l’importanza di mantenere principi come universalismo, equità e umanizzazione. Sottolinea inoltre la necessità di ampliare le risposte, includendo anche i bisogni sociali oltre a quelli prettamente sanitari.
