La procura di Roma sta indagando su presunti episodi di corruzione e rivelazione di segreti d’ufficio legati al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. I carabinieri del Ros hanno eseguito perquisizioni nei confronti di tre persone: Tommaso Miele, ex presidente aggiunto della Corte dei Conti in pensione dal febbraio scorso; Vincenzo Virgiglio, già consigliere della società Stretto di Messina Spa e responsabile delle relazioni esterne dell’Accademia Calabria; e l’imprenditore Giacomo Francesco Saccomanno, anch’egli ex consigliere della società.
Secondo l’accusa, i tre avrebbero tentato di influenzare il parere della Corte dei Conti circa la legittimità della delibera Cipess n. 41/25, che riguarda l’approvazione del progetto definitivo dell’opera. Miele, in particolare, è sospettato di aver rivelato informazioni riservate sugli orientamenti degli altri magistrati e sull’andamento della Camera di consiglio relativa all’approvazione, mettendo la propria posizione istituzionale a servizio dell’interesse della società Stretto di Messina Spa. In cambio, secondo gli inquirenti, avrebbe ricevuto promesse di benefici consistenti in raccomandazioni, partecipazioni a eventi e sostegno per potenziali incarichi lavorativi dopo il pensionamento.
Le indagini ipotizzano che Virgiglio e Saccomanno abbiano avvicinato Miele offrendogli appoggio per ricoprire ruoli pubblici, subordinando questa possibilità a una sua azione attiva a favore della società. Inoltre, secondo quanto ricostruito, i due avrebbero cercato di coinvolgere altri magistrati e divulgato a terzi informazioni riservate acquisite da Miele. Il magistrato avrebbe anche predisposto una memoria difensiva da fornire alla società a seguito di una decisione sfavorevole della Corte nell’ottobre 2025, mostrando interesse a incarichi come presidente dell’Antitrust o di una società partecipata.
Durante le perquisizioni, in varie località tra Roma e le province di Reggio Calabria e Frosinone, sono stati sequestrati dispositivi elettronici e documenti che saranno analizzati per verificarne la rilevanza rispetto alle accuse.
Pietro Ciucci, amministratore delegato della società Stretto di Messina, ha espresso sorpresa per le indagini, ribadendo la totale estraneità della società ai fatti contestati e assicurando massima collaborazione con le autorità, oltre all’impegno per la realizzazione del ponte nel rispetto delle indicazioni della Corte dei Conti e della normativa vigente.
