Domenica Papa Leone XIV ha chiesto con forza un immediato cessate il fuoco nella guerra che coinvolge l’Iran. Durante la benedizione a mezzogiorno in Vaticano, il pontefice si è rivolto ai responsabili del conflitto invitandoli a fermare la violenza e riaprire il dialogo, dopo diversi attacchi che hanno colpito scuole, ospedali e aree residenziali, provocando numerose vittime civili. Pur non menzionando direttamente Stati Uniti o Israele, Papa Leone XIV ha fatto riferimento a un raid dei primi giorni di guerra su una scuola in Iran, costato la vita a oltre 165 persone, tra cui molti bambini. Secondo funzionari statunitensi, il bombardamento potrebbe essere stato causato da informazioni obsolete ed è in corso un’indagine. Il Papa ha inoltre espresso la sua vicinanza alle famiglie delle vittime e manifestato preoccupazione per le conseguenze della guerra in Libano, dove le organizzazioni umanitarie temono un’emergenza. La comunità cristiana in Libano rimane un punto di attenzione per il Vaticano, trovandosi in una regione a maggioranza musulmana. In questa fase della crisi, Leone XIV si era limitato a richiami generali alla pace senza citare direttamente le parti coinvolte, mantenendo la tradizione di neutralità diplomatica della Santa Sede. Diversi leader cattolici hanno adottato posizioni più dirette: il cardinale Robert McElroy di Washington ha definito la guerra moralmente ingiustificabile, mentre il cardinale Blase Cupich di Chicago ha criticato la Casa Bianca per la diffusione sui social di immagini simili a videogiochi relative al conflitto. Il segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, ha respinto la definizione della guerra come “preventiva” data dagli Stati Uniti, sottolineando che la Santa Sede mantiene il dialogo aperto con tutte le parti in causa.
Pope Leo urges war leaders to halt fighting after deadly strike on school sparks outrage
