Durante un discorso al corpo diplomatico, Papa Leo XIV ha espresso preoccupazione per la diffusione di un’ideologia di stampo ‘orwelliano’ in Occidente, che a suo avviso sta riducendo gli spazi di autentica libertà di espressione. Il pontefice ha osservato che, nel tentativo di essere più inclusivi, si finisce per escludere chi non si conforma alle nuove ideologie, mettendo così a rischio anche la libertà di coscienza, oggi sempre più contestata anche da Stati che si professano democratici. Secondo il Papa, una società veramente libera dovrebbe proteggere la diversità di coscienze, evitando tendenze autoritarie e promuovendo il dialogo etico.

Nel suo intervento, Papa Leo XIV ha inoltre condannato la violenza jihadista e la persecuzione dei cristiani, definendola come una delle crisi di diritti umani più diffuse nel mondo, che colpisce oltre 380 milioni di fedeli. Ha ricordato le vittime di violenze religiose in Bangladesh, nella regione del Sahel, in Nigeria, l’attentato alla parrocchia di Sant’Elia a Damasco e gli episodi di violenza jihadista a Cabo Delgado, in Mozambico.

Il tema delle persecuzioni è stato richiamato anche da recenti fatti di cronaca: nella provincia dell’Ituri, nella Repubblica Democratica del Congo, 49 fedeli sono stati uccisi da jihadisti durante una funzione religiosa a Komanda. Secondo osservatori internazionali, in Africa centrale e meridionale si sono registrati episodi in cui gruppi affiliati all’ISIS hanno compiuto decapitazioni ed incendi di chiese e abitazioni, con particolare brutalità in Mozambico. Attualmente, si stima che oltre 16 milioni di cristiani siano stati costretti ad abbandonare le proprie case nell’Africa subsahariana a causa di persecuzioni, rapimenti, violenze sessuali e omicidi ad opera di radicali islamisti.