Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministero della Giustizia, è tornata al centro dell’attenzione durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario del Consiglio nazionale forense a Roma, accanto al ministro Carlo Nordio. Sebbene non abbia preso la parola, le sue recenti dichiarazioni sui magistrati, definiti “plotoni di esecuzione”, sono state ricordate in varie cerimonie, tra cui il congresso di Magistratura democratica, dove il procuratore di Roma Francesco Lo Voi le ha menzionate ironicamente. Lo Voi ha espresso critiche anche verso chi associa figure del Consiglio Superiore della Magistratura a sistemi illegali, sottolineando la gravità di tali affermazioni. Nordio ha ribadito che le sue parole erano una citazione dell’ex magistrato Nino Di Matteo.
Dall’opposizione sono arrivate dure reazioni: Elly Schlein (Pd) ha criticato la mancata rimozione di Bartolozzi, sostenendo che il governo vuole decidere chi può essere giudice in base alle sue preferenze. Matteo Renzi (Iv) ha definito la situazione uno scandalo, mentre Elisabetta Piccolotti (Avs) ha chiesto le dimissioni di Bartolozzi. Anche all’interno della maggioranza ci sono malumori, ma la posizione di Bartolozzi non è in discussione per ora.
Lo scontro politico si è intensificato dopo un comizio della presidente del Consiglio a Milano in favore del “Sì” al referendum, criticata da Schlein per aver delegittimato i magistrati. Giuseppe Conte (M5s) ha definito la premier “venditrice di fumo”, giudicando le sue dichiarazioni oscene. Dal fronte del “No” al referendum, Enrico Grosso ha sostenuto che la riforma Nordio comprometterebbe i diritti dei cittadini, mentre il viceministro della giustizia Sisto (Fi) ha respinto queste preoccupazioni come propaganda. In previsione del voto del 22 e 23 marzo, il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ha invitato alla massima partecipazione alle urne.
