Negli Stati Uniti, la recente ondata di sparatorie nelle università ha riaperto il dibattito sulle armi nei campus. La scorsa settimana, un ex detenuto con legami con l’ISIS ha sparato all’interno di un’aula dell’Old Dominion University in Virginia. Nell’attacco, un insegnante è stato ucciso e due persone sono rimaste ferite, prima che alcuni cadetti ROTC riuscissero a fermare l’assalitore. Un altro episodio si è verificato a dicembre presso la Brown University nel Rhode Island, dove un assalitore ha ucciso due studenti e ferito nove persone durante gli esami, per poi fuggire e uccidere successivamente un professore del MIT.

Questi eventi hanno spinto diversi legislatori del Partito Repubblicano a proporre nuove leggi che consentirebbero l’introduzione di armi da fuoco nei campus universitari, sostenendo che personale e studenti armati potrebbero intervenire più rapidamente in caso di attacchi. Alcuni Stati, tra cui Florida e Louisiana, stanno valutando disegni di legge che permetterebbero a studenti, docenti e personale di portare armi nelle strutture universitarie. In Florida, una proposta prevede che sia il personale sia gli studenti possano portare armi: disegni di legge simili sono oggetto di discussione anche in altri Stati come New Hampshire, South Carolina, South Dakota, Utah, Virginia e Wyoming. Louisiana sta considerando una legge che toglierebbe le università dall’elenco delle zone vietate alle armi.

Attualmente, oltre una dozzina di Stati americani consente in qualche misura di portare armi nei campus universitari, sebbene le regole varino notevolmente. Tuttavia, queste proposte incontrano la forte opposizione di molti rappresentanti degli atenei, che esprimono preoccupazioni per la sicurezza pubblica e rischi aggiuntivi, come incidentalità e incremento dei suicidi. Prima che il West Virginia nel gennaio 2023 permettesse di portare armi con regolare permesso nei campus, i presidenti di alcune università avevano manifestato riserve proprio su questi motivi.

Dalla testimonianza di Michelle Salzman, studentessa sopravvissuta a una delle sparatorie in Florida nel 2025, emerge che molti studenti si sono sentiti impotenti durante l’emergenza e avrebbero voluto poter agire per aiutare i compagni.