Negli Stati Uniti sta suscitando forti polemiche il nuovo fondo “anti-weaponization” da 1,78 miliardi di dollari annunciato dal Dipartimento di Giustizia, parte di un accordo con il fisco che ha portato all’abbandono di una causa miliardaria intentata da Donald Trump. Nel Senato, diversi senatori repubblicani si sono detti contrari all’iniziativa, poiché il fondo permetterebbe a chiunque negli Stati Uniti di avanzare richiesta di compensazione. La preoccupazione principale riguarda la possibilità che anche persone condannate per l’assalto al Campidoglio o per atti contro il presidente possano beneficiare dei fondi pubblici. Il senatore Thom Tillis ha definito assurda l’idea che chi ha compiuto aggressioni contro la polizia del Campidoglio possa ricevere risarcimenti.
Il leader della maggioranza repubblicana al Senato, John Thune, ha sottolineato la necessità di definire regole più stringenti per l’accesso al fondo e ha messo in dubbio la sua utilità, evidenziando il dibattito interno ai repubblicani. Alcuni senatori, come Bill Cassidy, hanno criticato l’impatto del fondo sul debito pubblico e proposto che sia il Congresso a decidere su eventuali risarcimenti, mentre altri, tra cui Ron Johnson, ritengono che alcune persone veramente danneggiate dal governo meritino essere compensate, ma escludendo chi ha commesso reati gravi.
Nel frattempo, altri pacchetti di spesa impegnano il Senato, fra cui una richiesta di un miliardo di dollari per la sicurezza del ballroom di Trump. Parte della maggioranza chiede che vengano inserite restrizioni al fondo del DOJ. Inoltre, gli agenti che hanno difeso il Campidoglio il 6 gennaio hanno intentato una causa per bloccare il fondo, segno che le contestazioni attraversano vari livelli istituzionali.
