Sono tornate in Italia le salme di cinque dei sei giovani italiani deceduti nell’incendio di Capodanno a Crans-Montana. I feretri sono stati trasferiti dalla Svizzera con un volo di Stato all’aeroporto militare di Linate. Chiara Costanzo e Achille Barosi, vittime milanesi, resteranno in città in attesa della camera ardente e delle esequie. Le salme di Giovanni Tamburi e Emanuele Galeppini sono destinate alle città di Bologna e Genova, mentre il feretro di Riccardo Minghetti è giunto a Ciampino. Sofia Prosperi, italo-svizzera residente a Lugano, sarà invece sepolta nella città elvetica.
Durante il trasferimento dei feretri, erano presenti personale della polizia cantonale del Vallese, rappresentanti dei vigili del fuoco e autorità svizzere. L’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, ha espresso la propria vicinanza ai familiari delle vittime.
Sono stati identificati tutti i 116 feriti causati dall’incendio: 83 sono ancora ricoverati, principalmente svizzeri (68) e francesi (21). Tre persone inizialmente segnalate tra i feriti erano state ospedalizzate per altri motivi nella stessa notte.
La madre di Achille Barosi, Laura, ha ringraziato le autorità per il loro impegno e, parlando con i giornalisti, ha esortato a essere orgogliosi di essere italiani. Mercoledì 7 gennaio, in tutte le scuole italiane verrà osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime, su iniziativa del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.
L’ambasciatore Cornado, al cimitero di Sion, ha dichiarato che in Italia i gestori del locale Constellation, teatro dell’incendio, sarebbero stati arrestati, mentre la procura del Canton Vallese non ha disposto misure cautelari in assenza di rischio di fuga. Cornado ha inoltre evidenziato che il materiale fonoassorbente presente nel locale era infiammabile e le uscite di sicurezza scarsamente segnalate. Ha sottolineato che le famiglie delle vittime chiedono giustizia, mentre le autorità svizzere hanno garantito la massima collaborazione.
Degli undici feriti ricoverati all’Ospedale Niguarda di Milano, cinque si trovano nel Centro grandi ustioni e sei in terapia intensiva, tre dei quali in condizioni particolarmente critiche. Secondo il direttore di Anestesia e Rianimazione, Giampaolo Casella, i pazienti presentano ustioni molto estese e danni da inalazione di fumi tossici; sono previsti ulteriori interventi chirurgici.
