L’aumento dei prezzi del carburante negli Stati Uniti, con la benzina arrivata in media a 3,54 dollari al gallone e il diesel a 4,72 dollari, è stato attribuito alle recenti tensioni nel Medio Oriente, in particolare al conflitto che coinvolge Iran, Stati Uniti e Israele e all’operazione Epic Fury iniziata a fine febbraio. L’impennata è collegata alla volatilità del prezzo del petrolio, che ha superato 100 dollari al barile a causa delle difficoltà di transito nello Stretto di Hormuz, una delle principali rotte per il trasporto di greggio a livello mondiale.

Politicamente, la situazione ha messo in difficoltà il presidente Donald Trump e il Partito Repubblicano, che hanno spesso fatto leva sui prezzi contenuti del carburante come merito del proprio operato. Durante l’amministrazione precedente di Joe Biden, il prezzo medio della benzina è stato di circa 3,45 dollari, raggiungendo picchi oltre i 5 dollari nel 2022 con l’escalation della guerra tra Russia e Ucraina. Trump, nel suo discorso sullo stato dell’Unione del 27 febbraio, aveva dichiarato di aver visto prezzi alla pompa anche inferiori a 2 dollari in alcuni stati.

L’attuale crescita dei prezzi minaccia la credibilità della narrativa repubblicana sull’accessibilità della vita quotidiana, proprio mentre la questione del costo della vita è centrale per l’elettorato in vista delle prossime elezioni di metà mandato. Alcuni membri democratici, come il senatore Angus King, hanno criticato la gestione della crisi, mentre il leader democratico Chuck Schumer ha chiesto il ricorso alle riserve strategiche di petrolio per calmierare i prezzi, suggerendo che la guerra abbia contribuito all’aumento.

Dal canto loro, esponenti repubblicani e funzionari della Casa Bianca sostengono che l’incremento dei prezzi sia temporaneo e che, una volta raggiunti gli obiettivi dell’operazione Epic Fury, i prezzi potranno tornare a scendere. Il segretario stampa Karoline Leavitt ha dichiarato che una volta ristabilita la sicurezza nello Stretto di Hormuz e ridotta l’influenza dell’Iran sul mercato petrolifero, gli Stati Uniti potranno beneficiare di prezzi più bassi e di una produzione interna più elevata. Tuttavia, secondo un sondaggio Reuters-Ipsos, circa il 70% degli americani si aspetta ulteriori aumenti nei prossimi mesi.