La misura che prevedeva una stretta sui lavoratori sottopagati è stata eliminata dal maxiemendamento alla manovra, insieme ad altre quattro disposizioni. La decisione è stata presa in Senato, al termine di una giornata caratterizzata da molte consultazioni tra governo, maggioranza e opposizioni. Durante la riunione della commissione Bilancio a Palazzo Madama, alla presenza del ministro Luca Ciriani, sono stati stralciati anche la norma sulle ‘porte girevoli’ nella pubblica amministrazione, che avrebbe ridotto il periodo di attesa per i dirigenti pubblici che passano al settore privato, e la misura che permetteva di derogare al divieto di rientro nella pubblica amministrazione dopo incarichi in enti di diritto privato. È stata inoltre eliminata la norma che complicava il riconoscimento degli arretrati retributivi attraverso il ricorso al giudice, contestata dalle opposizioni e dai sindacati, che la ritenevano un attacco ai diritti dei lavoratori.

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha riconosciuto il percorso complesso della legge di Bilancio, sottolineando la prudenza del governo e sostenendo che gli sforzi compiuti permettono all’Italia di presentarsi solidamente in Europa. Tra gli interventi principali della manovra vi sono misure su lavoro, tassa sui pacchi, previdenza complementare, modifiche sulle pensioni e aumento del limite Isee per la prima casa nelle grandi città, fissato a 200mila euro di valore catastale. Le opposizioni hanno criticato le tempistiche e la gestione del maxiemendamento, definendo alcune proposte come anticostituzionali e contrarie ai diritti dei lavoratori. Entro la mattinata successiva, la commissione Bilancio voterà lo stralcio delle misure contestate, dopo di che la manovra passerà all’esame dell’Aula del Senato.