Oggi è l’ultimo giorno utile per i proprietari di monopattini elettrici per dotarsi dell’apposita targa da installare sul mezzo: chi non si mette in regola rischia da domani sanzioni amministrative tra 100 e 400 euro. Assoutenti segnala diversi problemi legati al nuovo obbligo: nonostante la targa sia ora obbligatoria, le motorizzazioni provinciali stanno riscontrando ritardi nelle consegne fisiche del contrassegno. Inoltre, fino al 16 luglio i monopattini non avranno obbligo di assicurazione, con la conseguenza che potranno circolare veicoli targati ma privi di copertura assicurativa.
Un’altra criticità riguarda il contrassegno stesso: essendo progettato con microtagli per impedirne la rimozione, se viene applicato in modo errato e si tenta di riposizionarlo, si danneggia e va richiesto nuovamente, con costi aggiuntivi per il proprietario.
Dal 14 dicembre 2024, inoltre, sarà obbligatorio il casco per tutti i conducenti di monopattini elettrici, indipendentemente dall’età. Tuttavia, secondo Assoutenti, questa e altre regole – come il divieto di trasportare passeggeri, circolare contromano o guidare sotto i 14 anni – vengono spesso ignorate nelle città per la carenza di controlli.
La Confederazione Confarca sottolinea che non sono previste deroghe: tutti i proprietari devono regolarizzare la propria posizione senza ritardi. Il rilascio della targa può avvenire tramite gli studi di consulenza, portando documento d’identità e codice fiscale del proprietario; l’iter richiede circa 20 giorni.
Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha ricordato l’obbligo della targa per monopattini elettrici a partire da domenica 17 maggio, definendolo un provvedimento volto a migliorare la sicurezza sulle strade. La richiesta del contrassegno avviene online; dopo la verifica, l’utente riceve una mail per prenotare il ritiro presso la Motorizzazione civile.
Il Codacons chiede al governo di prorogare la scadenza, evidenziando ritardi diffusi nel rilascio dei contrassegni: migliaia di pratiche risultano inevase e molti monopattini – anche quelli in sharing – rimarranno senza targa allo scadere del termine, rischiando multe e contenziosi. L’associazione ritiene necessaria una proroga per garantire i diritti degli utenti e degli operatori del settore.
