La partita degli ottavi di finale dei Mondiali 2026 tra Stati Uniti e Belgio ha già suscitato polemiche ancora prima del fischio d’inizio, a seguito della sospensione, da parte della Fifa, della squalifica dell’attaccante americano Folarin Balogun. Balogun era stato espulso con un cartellino rosso diretto durante l’incontro contro la Bosnia Erzegovina, ritenuto responsabile di un fallo pericoloso, e avrebbe dovuto saltare automaticamente una partita, secondo regolamento. Tuttavia, la Fifa, applicando l’articolo 27 del Codice di disciplina, ha trasformato la squalifica in un anno di messa in prova, permettendo così al giocatore di essere disponibile contro il Belgio.
La decisione ha ricevuto il pubblico apprezzamento del presidente americano Trump, alimentando sospetti su possibili influenze dei rapporti tra Stati Uniti e Fifa. Secondo il New York Times, sarebbe stato lo stesso Trump a chiedere la revoca direttamente al presidente Fifa, Infantino. Anche la federazione belga ha annunciato possibili ricorsi per garantire l’equità della competizione.
Nel passato si erano già visti casi simili, come quello di Garrincha nel 1962 e di Cristiano Ronaldo durante le qualificazioni del presente torneo, a cui era stata ridotta la sanzione per permettere la partecipazione alle partite decisive. Grazie a questa decisione, il ct Mauricio Pochettino potrà schierare Balogun nella partita di Seattle contro il Belgio, una sfida cruciale per gli Stati Uniti che puntano a raggiungere i quarti, eguagliando così il miglior risultato ottenuto dal 2002.
Il Belgio, pur avendo mostrato alcune difficoltà durante il girone e nei supplementari del turno precedente contro il Senegal, dispone ancora di giocatori di alto livello come il portiere Courtois, i centrocampisti De Bruyne e Tielemans, e gli attaccanti Doku e Lukaku. Da parte statunitense, Tyler Adams ha riconosciuto in conferenza stampa la qualità degli avversari, sottolineando però la fiducia nelle capacità della propria squadra e la necessità di prestare attenzione ai veloci contropiedi belgi.
