Un nuovo studio della Washington University School of Medicine di St. Louis ha esaminato gli effetti dell’interruzione dei farmaci GLP-1, utilizzati per la perdita di peso e la cura del diabete, sul rischio cardiovascolare. I farmaci, come semaglutide (Ozempic e Wegovy) e tirzepatide (Mounjaro e Zepbound), sono risultati efficaci nel ridurre il rischio di infarto e ictus. La ricerca, condotta su oltre 333.000 veterani statunitensi con diabete di tipo 2 seguiti per circa tre anni, ha confrontato chi assumeva GLP-1 rispetto a chi utilizzava sulfaniluree (altra classe di farmaci per il diabete).
I risultati indicano che il beneficio cardiovascolare, una riduzione del rischio del 18% dopo tre anni di uso continuo di GLP-1, si perde rapidamente se si interrompe il trattamento: dopo sei mesi senza farmaco, il rischio cresce del 4%; dopo un anno del 14%; dopo due anni del 22%. Riprendendo i farmaci dopo l’interruzione, il beneficio riparte ma non raggiunge più i livelli iniziali, fermandosi a una riduzione del rischio del 12%.
Gli esperti sottolineano che gli effetti positivi dei GLP-1 non riguardano solo la perdita di peso, ma anche la riduzione di colesterolo, pressione arteriosa e resistenza all’insulina; tutti questi parametri peggiorano rapidamente dopo la sospensione. Il ritorno del rischio cardiovascolare è definito ‘metabolic whiplash’ dagli autori, in quanto il peggioramento avviene rapidamente e senza sintomi evidenti.
Gli studiosi suggeriscono che i farmaci GLP-1 dovrebbero essere considerati trattamenti a lungo termine, associati a modifiche dello stile di vita e a una dieta sana per garantire benefici duraturi. Tra i limiti della ricerca, si segnala che lo studio è osservazionale, quindi non può stabilire un rapporto di causa-effetto diretto, e che i risultati sono basati prevalentemente su pazienti maschi anziani, rendendo difficile l’applicazione su popolazioni diverse. Altri fattori, come l’aderenza alla terapia e i motivi dell’interruzione, potrebbero avere influito sui risultati.
