Secondo le analisi di diversi istituti demoscopici, tra cui uno studio condotto da YouTrend per Sky TG24, la generazione Z si è distinta per l’alto coinvolgimento nel voto referendario, esprimendo in prevalenza una preferenza per il no. L’affluenza tra i cittadini di età compresa tra i 18 e i 34 anni è stata del 67,3%, superiore di quasi otto punti rispetto alla media. In questa fascia, i giovani hanno votato no in una percentuale vicina al 60%. Il sì, invece, ha prevalso solo nella fascia di età tra i 50 e i 64 anni. Questa tendenza è stata interpretata come un esempio di “politica on demand”, in cui si registra una partecipazione elevata su temi specifici, ma senza un legame stabile con i partiti. Lorenzo Pregliasco ha collegato la mobilitazione dei giovani a una “voglia di rivalsa”, legata anche all’interesse per la questione del voto ai fuori sede.