Da mezzanotte fino al 6 agosto il prezzo del gasolio alla pompa scenderà di 17 centesimi al litro, grazie al taglio delle accise mobili e dell’IVA, deciso dal Consiglio dei ministri tramite un decreto legge e un decreto interministeriale Mef e Mase. L’intervento, annunciato dalla premier Giorgia Meloni e illustrato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, costerà circa 125 milioni di euro e sarà coperto attraverso accise mobili di giugno, sanzioni antitrust e fondi per interventi strutturali di politica economica. L’ipotesi di un aumento delle accise sui tabacchi, proposta nel weekend, è stata scartata dopo il confronto tra Meloni, i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, contrari all’aumento sulle sigarette.

Il provvedimento riguarda solo il gasolio e non la benzina, scelta che ha sollevato critiche da parte delle associazioni dei consumatori e delle opposizioni, che lo giudicano insufficiente. La Cisl, invece, si è espressa positivamente. Il governo ha giustificato la decisione spiegando che il gasolio incide maggiormente su trasporti, agricoltura e prezzi per le famiglie, con l’obiettivo di mantenere il prezzo sotto i 2 euro al litro, situazione resa complessa dall’instabilità internazionale.

Il Consiglio dei ministri ha anche approvato lo stanziamento di altri 100 milioni per l’ex Ilva, destinati a completare il percorso di cessione.

Il ministro Giorgetti ha aggiunto che tutte le misure dovranno essere valutate con attenzione in relazione alle risorse disponibili e ha sottolineato l’importanza di utilizzare lo scostamento di bilancio, che sarà votato dal Parlamento, in modo mirato viste le difficoltà esterne. Il vicepremier Salvini ha dichiarato la disponibilità del governo a intervenire nuovamente sulle accise anche dopo il 6 agosto se la crisi internazionale dovesse proseguire.