Negli Stati Uniti cresce il dibattito sull’espansione dei data center e sulle moratorie imposte da alcune autorità locali. In 78 giurisdizioni sono state adottate misure temporanee o divieti che ostacolano la costruzione di nuovi data center, mentre in 15 stati — tra cui New York, Florida, Oklahoma e Georgia — si prende in considerazione la possibilità di introdurne di nuove. Le preoccupazioni principali dei protestanti riguardano il consumo di acqua, la domanda energetica e gli effetti ambientali delle strutture, come dimostrato dalle manifestazioni a Tremonton, Utah, in occasione dell’approvazione di un grande progetto legato all’intelligenza artificiale (IA).

Il dibattito riguarda anche la competizione internazionale tra Stati Uniti e Cina per la supremazia nell’IA: attualmente, i due paesi controllano insieme il 90% della capacità di calcolo mondiale necessaria per sviluppare sistemi di IA, con una netta superiorità statunitense (75% contro il 15% cinese). Gli Stati Uniti mantengono una posizione di leadership nell’IA generativa e nell’innovazione tecnologica, mentre la Cina si concentra sugli usi industriali e militari.

Secondo sostenitori dello sviluppo dei data center, le paure riguardo all’impatto sui costi energetici sono infondate. Viene affermato che l’apertura di nuovi impianti ridurrebbe i prezzi dell’energia grazie a una maggiore suddivisione dei costi. È inoltre sottolineato che molte strutture utilizzano pochissima acqua o nessuna per la maggior parte del tempo, e che il consumo totale delle golf è molto superiore a quello dei data center (oltre 500 miliardi di galloni contro 230 miliardi l’anno).

Da uno studio della Brookings Institution emerge che l’arrivo di un data center in una comunità porta a un aumento dell’occupazione nel settore delle costruzioni dell’11% e nel comparto IT del 22%, con salari che crescono del 3-4%. In alcuni stati, come la Georgia, un eventuale divieto potrebbe causare la perdita di oltre 550.000 posti di lavoro e 850 milioni di dollari in entrate fiscali. L’apporto economico stimato delle tecnologie IA e dei data center potrebbe aggiungere tra l’1,5% e il 3,7% annuo al PIL degli Stati Uniti.

Infine, oltre agli aspetti economici e occupazionali, viene evidenziato il ruolo centrale dei data center e dell’IA nella sicurezza e nelle strategie militari, in particolare per quanto riguarda la protezione dai cyber attacchi, l’analisi dei dati di intelligence e la gestione logistica delle risorse militari.